Alpha-Beta: Storia Cultura La Storia che non passa

Manca  ormai poco al 27 gennaio alla giornata della memoria, giorno in cui si ricordano le vittime della seconda guerra  mondiale. Un evento che avrebbe tutte le buone ragioni per esistere ed anzi dovrebbe essere più diffusa ma che diventa ogni volta l’occasione per mettere in scena l’ipocrisia. Infatti quello che ogni anno ci si limita a fare e partecipare a commemorazioni in memoria delle vittime dei campi di sterminio oppure (l’opzione per i
più sedentari) cambiare la propria immagine sul profilo fb e lanciare hastag in inglese dello stile #neverforget o #nevermore. La storia alla fine è una componente secondaria, di sfondo per dare sfogo ai luoghi comuni.

Siamo talmente abituati a tutta questa retorica che non ci si pone domande basilari dello stile: Qual è la  nostra responsabilità in qualità di italiani  nella seconda guerra mondiale? Che crimini ha compiuto mussolini per essere definito sanguinario?

Queste domande mi sono venute  in mente solo qualc
he mese fa mentre studiavo all’Università di Hanyang a Seoul. Il tema era le responsabilità del Giappone durante la seconda guerra mondiale e le colpe mai riconosciute dalla potenza del Sol Levante.  Al termine del dibattito il mio professore mi chiese, visto che ero l’unico italiano della classe, di fare un lavoro simile sul governo fascista italiano. Ciò che scoprì fu scioccante.

Sebbene l’Italia di Mussolini fosse sino a prova contraria alleata di Hitler, fino ad oggi il governo italiano non ha mai riconosciuto nessun crimine durante la guerra, anzi ufficialmente per l’Italia è valido ancora lo slogan Italiani “Brava gente”. Si tende infatti a citare eroi come Perlasca “dimenticando” i migliaia di italiani collaborazionisti. Come dice lo storico Rory Carol “Se chiediamo oggi  ad un italiano medio il ruolo dell’Italia nella guerra, lui parlerà della lotta partigiana di liberazione contro la Germania”. lo storico tedesco Lunz Klinkhammer è della stessa opinione “il refrain Italiani brava gente non è del tutto sbagliato, perché durante l’occupazione italiana abbiamo visto che c’erano dei bravi soldati. Quello che è infondato è far credere che questa fosse la regola ed è stato l’aspetto principale dell’occupazione”.

Se andiamo a vedere quindi più nel dettaglio la situazione è molto più complicata con molte luci ma anche  ombre. Il regime fascista è ampiamente dimostrato che è stato responsabile di diversi crimini. Come dichiarò la storica Italiano Lidia Santarelli “l’Italia copiò le stesse strategie della Germania in modo però meno efficiente”.

rab-bambini-e-uomini-internati0001In Grecia per esempio durante il 1943, l’esercito Italiano decise di fare diverse retate nei villaggi per sconfiggere la resistenza greca. Il caso più celebre è il villaggio di Domenikon dove tutti gli abitanti, 150 persone, vennero sterminati. Massacri simili vennero a Farsala, Oxinia o Domokos. Anche in Albania vennero condotte operazioni simili. In particolare il 14 luglio dello stesso anno nella regione di Mallaska ben 80 villaggi vennero completamente rasi al suolo.

In Slovenia l’Italia tramite il generale Emilio Roatta organizzò la deportazione del 6% della popolazione per pulire i territori italiani dal ceppo slavo. A Lubiana ci fu il bilancio più grave con 5000 deportati e 1000 morti di cui 200 bruciati vivi e 900 uccisi con un colpo di pistola.

Ma se nei balcani i fascisti furono efferati come i nazisti, in Africa fu persino peggio. Il Generale Graziani che amministrava l’Etiopia in un solo anno di suo governo ordinò l’uccisione di 30000 etiopi.

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Una immagine che rappresenta una rappresaglia delle truppe italiane contro i ribelli Etiopi durante gli anni dell’amministrazione Graziani

In Libia sempre lo stesso Graziani ha coordinato un piano di deportazione di 100000 civili dalla Cirenaica (praticamente l’interra popolazione araba locale) e nel trasferimento 40000 morirono. Non sorprende che alcuni storici parlino di questa operazione come di genocidio.

Inoltre l’Italia aveva anche copiato dalla Germania nazista un sistema assai più modesto di campi di concentramento dove, secondo molti storici, furono internati fino a 100000. Il campo più famoso è la “risiera di San Saba” vicino a Trieste dove morirono 3500 persone.

L’aspetto più tragico della vicenda che nonostante gli esperti siano concordi di tutti questi crimini, non c’è stato NESSUN processo in merito. Nel 1946 la Commissione di Londra che doveva designare gli imputati da processare a Norimberga aveva stilato una lista di ben 1500 gerarchi fascisti, tra cui c’erano figure prominenti come Roatta, Graziani, Badoglio, etc. Quanti di questi saranno poi effettivamente processati? Nessuno. Anche in altre sedi non si è potuto procedere grazie alla amnistia emessa all’epoca dal ministro della Giustizia Palmiro Togliatti e poi modificata successivamente da Antonio Zara in cui si prevedeva l’amnistia per tutti i”reati politici” commessi prima d
el 1948. L’unico processo che venne fatto fu contro il maresciallo Graziani nel 1948 ma fu per semplice collaborazionismo e fu condannato a 19 anni di carcere di cui alla fine fece solo 4 mesi.

Se la Giustizia italiana non esce bene in questa storia, non sono da meno altri attori come per esempio la grande stampa. Per fare un esempio la RAI si è rifiutata di trasmettere “per motivi tecnici” un documentario sulla strage di Domenikon prima accennata.

Ma l’Italia non solo è responsabile di omertà ma anche di ipocrisia come una recente decisione della corte costituzionale italiana che riconosce alle vittime italiane del regime nazista la legittimità di chiedere un “indennizzo” , ma allo stesso tempo coloro che sono vittime del regime fascista non hanno lo stesso diritto.

Negli anni ’50 c’erano diverse ragioni per cui questa politica venne perpetuata, ma continuarla oggi non è solo anti-storico ma anche un segno di ipocrisia e di mancanza di rispetto alle migliaia di vittime di quei crimini che ancora l’Italia rifiuta  di riconoscere.

L’unico tentativo fatto fu nel 2006 quando fu proposto in parlamento l’istituzione di una giornata della memoria delle vittime del fascismo ma fu bocciata dalla maggioranza. Questa omertà oltre ad essere ingiusta è anche pericolosa perché si rischia, come sta già avvenendo da qualche anno, che si rivaluti il regime fascista. Siccome la gente non conosce tutta questa parte della storia, non ci dobbiamo poi meravigliare che ci siano dei “nostalgici”.

Se vogliamo che il prossimo giorno della memoria non sia semplicemente la solita fiera del luogo comune ed una autentica commemorazione europea, dovremmo innanzitutto riconoscere le nostre colpe. Solo così possiamo evitare che quegli errori possano essere commessi di nuovo.

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